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Edredoni, gabbiani, oche e zigoli

Uccelli delle isole Svalbard

Gli animali più comuni che abbiamo avvistato alle Svalbard sono stati gli uccelli, in particolar modo la sterna artica, la skua dalla coda lunga e poi oche, edredoni, gabbiani e passeracei.

Non sono certo animali avvicinabili, per fotografarli bisogna essere muniti di un buon obiettivo e di tanta pazienza. Dalla nave vedevamo parecchi uccelli sorvolare il mare quasi sfiorandolo in cerca di pesci.

A terra abbiamo avvistato l’edredone comune, il gabbiano bianco, l’oca dalla faccia bianca e lo zigolo della neve.

L’edredone (Somateria mollissima) veniva spesso al nostro secondo campo base. In piccoli gruppi si avvicinava alla riva in cerca di cibo, ma era impossibile avvicinarlo, ritornava subito in acqua, svolazzando e zampettando fra i ghiacci per sfuggire al pericolo.

Il gabbiano bianco (Larus hyperboreus) è un bellissimo uccello, bianco in gran parte del corpo eccetto che sulle ali, che sono di un grigio chiaro. Becco e zampe sono invece arancioni.

Era ancora più timido dell’edredone e meno frequente. Si avvicinava di più, però, alla riva, sicuro del suo volo in caso di pericolo. Talvolta se ne stava appollaiato su un pezzo di ghiaccio galleggiante.

A Ny-Alesund abbiamo avvistato un gruppo di oche dalla faccia bianca (Branta leucopsis). Dieci o quindici esemplari, uno dei quali con dei piccoli. Avevano lasciato la sicurezza dell’acqua e si erano inoltrate nel terreno coperto di muschio, con chiazze di acqua e fango, a cercare cibo.

Ma già a notevole distanza si erano accorte della nostra presenza e in tutta fretta si erano allontanate ancora di più.

Lo zigolo della neve (Plectrophenax nivalis) è una sorta di passero completamente bianco eccetto le ali, che abbiamo visto al secondo campo base. E’ più tondeggiante dei nostri passeri.

Svolazzava sulla riva, atterrava per pochi secondi cercando i nostri avanzi e si rialzava in volo. Non è stato semplice fotografarlo, al primo movimento fuggiva.

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