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Barentsburg

Città mineraria russa delle Svalbard

Siamo arrivati alla città di Barentsburg in nave, il 13 luglio. E’ stata la prima località che abbiamo visitato alle Svalbard, dopo Longyearbyen, distando poco da quest’ultima.

La città

Barentsburg ci appare come una città d’altri tempi, semi-dimenticata nell’artico, un cumulo di ferraglia arrugginita che porta avanti la sua esistenza nel silenzio e nel freddo. Mentre la nostra nave avanza verso il porto, posso vedere il colore predominante: il rosso della ruggine di oggetti in disuso abbandonati.

Il porto non è trafficato, come ci si può aspettare in una città dell’artico. La nave attracca e noi scendiamo, divisi in gruppi secondo la nostra lingua.

Una lunga scalinata in legno porta al centro di Barentsburg, alla via che conduce al centro sportivo e alla miniera.

Barentsburg è una città mineraria. La nostra guida italiana, Stefano, ci spiega la storia di questa piccola città avvolta nel silenzio.

Barentsburg

Barentsburg – Veduta della città dal bar

Come vivono a Barentsburg

La maggior parte degli abitanti viene dall’Ucraina, ci dice la guida. Arrivano a Barentsburg per lavorare in miniera: due-tre anni, e lo stipendio alla fine del contratto di lavoro. Gli effetti personali che acquistano vengono poi detratti dallo stipendio.

Una forma di schiavitù moderna. Barentsburg è come una città fuori dal mondo, ben diversa da Longyearbyen e Ny-Ålesund.

La miniera di carbone è un triste edificio in mattoni, al cui interno un ascensore ingoia i minatori, portandoli 300 metri più in basso. E’ di proprietà della società mineraria di carbone Trust Arktikugol.

Alla fine della scalinata è presente un bar, con un cartello che annuncia la latitudine della città: 78° Nord.

Alla nostra destra possiamo vedere l’edificio del centro sportivo Polar Star e a sinistra i giardini pubblici, coi lampioni che illuminano ancora con la fiamma e una cappella sullo sfondo.

Barentsburg turistica

Per noi c’è un negozietto di souvenir che non manchiamo di visitare: articoli russi, come cappelli militari, matrioske, oggettistica di vario tipo. Per arrivarci superiamo il centro culturale, svoltiamo a destra, lungo la strada vigilata dalla statua di Lenin, superiamo l’edificio della miniera e il Pomor Museum e raggiungiamo il negozio.

Là è possibile acquistare Glacial El Dorado Spistbergen, il libro illustrato sulle Svalbard, al prezzo di circa 15 euro, e cartoline da spedire o collezionare che la signora riempie di timbri di ogni fantasia. Non vedo computer in quell’ufficio, è come un salto indietro nel tempo.

Nessuna strada collega Barentsburg a Longyearbyen. E’ possibile raggiungerla a piedi, d’estate, o con la nave o d’inverno in motoslitta.

Per noi gli abitanti del posto offrono uno piccolo spettacolo folkloristico: canzoni e balli russi. Ci dicono le guide che quelle persone sono state pagate per quello spettacolo, eppure alla fine ci salutano fuori dalla sala con un’altra canzone, un cartello con su scritto “arrivederci amici” e un contenitore che sperano si riempia di monete.

Alloggiare a Barentsburg

C’è un unico albergo in cui alloggiare in città, il Barentsburg Hotel, situato nella stessa via della statua di Lenin. Ci consigliano di dormire almeno una notte in quell’hotel, per poter assaporare appieno la vita a Barentsburg.

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1 commento »
  1. […] Barentsburg l’attività mineraria è l’unica fonte di sostentamento, a differenza della vicina […]

    Pingback di A Barentsburg riprendono le attività minerarie — 8 novembre 2010 @ 15:53

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