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Considerazioni sul viaggio

Aspetti positivi e negativi del mio viaggio alle isole Svalbard

Un viaggio alle isole Svalbard, arcipelago situato a nord della Norvegia, fra il 74° e l’81° parallelo, non si dimentica facilmente. Non si dimentica, anzi.

E’ una terra polare affascinante. E’ una spedizione polare che ti avvicina e ti porta a un mondo sconosciuto, di cui avevi letto nei libri d’avventura o di cui avevi rubato immagini in film e documentari.

Eppure sei lì, alle Svalbard. Stai vivendo nell’artico. Stai partecipando a una spedizione che ti ha portato ad alcune migliaia di chilometri da casa, in un posto dove nessun cellulare ha campo. In un posto dove ben pochi uomini vivono.

Quanto sono lontane le Svalbard, ora, nel caldo afoso di Roma, nel caos del traffico e della vita cittadina, nell’aria irrespirabile dallo smog!

Quanto sono vicine le Svalbard, se pensi al silenzio e al bianco, al freddo e alla natura lasciata a se stessa, all’avventura, ai panorami unici e ai ghiacciai!

Aspetti positivi

Gli aspetti positivi di questo viaggio sono tanti, forse innumerevoli, infiniti. Provo ad elencarne alcuni, ma nessuna pagina potrebbe contenere quello che lasciano le Svalbard.

  • Natura selvaggia e incontaminata: alle Svalbard, enorme parco artico, è possibile osservare e vivere la natura nel suo stato primordiale. L’aria è pura, l’ambiente è pulito, gli insediamenti umani sono rari. Per chi ama stare lontano dalla civiltà, le Svalbard sono la scelta giusta.
  • Freddo: alle Svalbard fa freddo. D’estate è come un inverno nostrano, o peggio. Per me che soffro il caldo sono state una cura. Per quanti amano i luoghi freddi, le Svalbard rappresentano la giusta dose di freddo quotidiana.
  • Ghiaccio e neve: alle Svalbard c’è ghiaccio e neve ovunque. Eravamo a luglio e c’era neve in abbondanza. Non solo sulle montagne, ma anche bassa. I ghiacciai sono tanti, pezzi di ghiaccio galleggiano nel mare, staccati dai ghiacciai dal disgelo e dal vento. Frequentemente si può sentire la “voce dei ghiacciai”: forti boati che sembrano tuoni lontani, ma in realtà sono enormi pezzi di ghiaccio che si staccano dal ghiacciaio.
  • Isolamento: l’artico è in un certo senso isolato. Durante i campi eravamo quasi tagliati fuori dal mondo. I cellulari non funzionavano. Anche se le guide avevano telefoni satellitari, per eventuali emergenze, noi eravamo fuori dal mondo. Questo è stato uno degli aspetti più belli della spedizione.
  • Paesaggi unici: i paesaggi delle Svalbard sono unici. Dalle montagne innevate ai ghiacciai, dalle spiagge coperte di ghiaccio alle scene di vita selvaggia, le Svalbard offrono panorami per tutti i gusti. Distese di ghiaccio nei mari, iceberg che galleggiano, sconfinate terre ghiacciate e disabitate, resti di abitazioni dei secoli passati: l’aspetto delle isole Svalbard lascia senza parole.
  • Animali: alle Svalbard è possibile osservare una grande quantità di animali, che vivono qui in completa tranquillità. Orsi polari, renne, foche, trichechi, balene, sterne, skua, volpi: l’incontro con questi animali rappresenta il vero avvicinamento alla natura selvaggia.
  • Comunicazione con altre realtà: chiunque intraprenda una spedizione alle Svalbard entra in contatto con altre realtà, sia locali che non. Abbiamo conosciuto norvegesi, le nostre guide, ma nel nostro gruppo c’erano danesi, svedesi e un inglese. L’equipaggio della nave era tailandese e a Barentsburg c’erano russi. Si conoscono usi e costumi di altri popoli, tutti riuniti per condividere la passione dell’artico.
  • Lingua inglese: con questo viaggio ho potuto migliorare il mio inglese. Adesso riesco a capire quasi tutto di quello che ascolto e il mio vocabolario si è arricchito. Riesco a formulare le frasi con più sicurezza. Per i prossimi viaggi avrò cura di scegliere guide non italiane.

Aspetti negativi

Veramente pochi. Posso dire di aver incontrato soltanto tre aspetti negativi nel mio viaggio alle Svalbard, due dei quali imputabili all’agenzia di viaggio a cui mi sono rivolto: 4winds.

  • Hotel a Olso: il mio hotel era vicino all’aeroporto. Questo può essere un vantaggio soltanto in un caso: se resto a Oslo per una manciata di ore, il tempo necessario per prendere l’aereo per Longyearbyen. Ma io sono stato mezza giornata a Oslo all’andata e un intero giorno al ritorno: cosa restavo a fare in hotel? Così ho dovuto spendere, per poter andare a Oslo e tornare in hotel, circa 50 euro: 7 euro per andare dall’aeroporto all’hotel, altrettanti per tornare all’aeroporto, 11 dall’aeroporto al centro di Oslo, altrettanti per tornare in aeroporto, altri 7 per tornare in hotel e altrettanti per tornare la mattina dopo all’aeroporto. Lo stesso gioco al ritorno. 100 euro che avrei potuto risparmiare. Se fossi stato a Oslo avrei speso circa 44 euro e non 100.
  • Valigia rigida: il nostro tour operator, 4winds, ci ha consigliato di portare la valigia rigida, “così viene stipata meglio in nave”. Anche nel programma che ci è stato spedito per email c’era consigliata la valigia rigida. Niente di più sbagliato, scomodo e difficoltoso per chi deve fare campo e trekking alle Svalbard. Immaginate di portare 20 kg di valigia con una mano e 8 kg di zaino sulle spalle per 250 metri dalla spiaggia alla tenda, passando sulla neve e su un ponte fatto con due tronchi uno dietro l’altro buttati in acqua… Rilassante, vero? Ovviamente la stessa strada al ritorno.
  • Mancia sulla nave: devo dire che non ho mai fatto una crociera in vita mia, non sapevo quindi di questa usanza. L’ultimo giorno di nave abbiamo trovato una lettera in cabina, che ci invitava a lasciare la mancia per l’equipaggio. Non solo, ma stabilivano anche quanti euro bisognava lasciare: dagli 8 ai 10 euro al giorno!

A parte, quindi, l’hotel a Oslo, la valigia rigida e la mancia sulla nave, il viaggio alle isole Svalbard è stato indimenticabile.

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