Dentro la banca dei semi alle Svalbard [Video]
Questo video, prodotto dal National Geographic, mostra l’interno della grande banca dei semi costruita alle isole Svalbard, nei pressi di Longyearbyen.
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Non riesco a darmi una spiegazione dell’assenza di commenti a questa pagina dedicata alla Banca dei semi. L’unico motivo che potrei condividere, ammesso che sia stato già riportato, sulla creazione di detta Banca è che i semi conservati possano servire a una umanità sopravvissuta a qualche disastro globale che non abbia interessato anche Svalbard. O, ancora, sempre nell’accezione che il disastro escluda Svalbard, che i semi possano servire a eventuali alieni. Lo scrittore Michael Hanlon nel suo libro “ETERNITA’ – Il nostro prossimo miliardo di anni”, La Biblioteca delle Scienze, 2009 (pag. 224), scrive: “Un tentativo di lasciare ai posteri un aspetto della nostra civiltà è stato già fatto: si tratta della banca contenente i semi di migliaia di specie di piante situata in un bunker scavato nella riccia a Spitsbergen, un’isola norvegese nell’Artico. L’idea è che se si verificasse una catastrofe – una guerra nucleare o un riscaldmaneto climatico di estrema gravità – potremmo comunque avere accesso a una sorgente materiale per la nostra alimentazione.” Come dice Hanlon è solo un tentativo. Io aggiungo: un tentativo che forse non servirà a nulla perché per essere utile la catastrofe dovrebbe lasciare indenni la banca, pochissimi superstiti, un po’ di terreni, un po’ di clima e un po’ di tutto quanto servirebbe a garantire a degli esseri umani sopravvissuti di continuare a sopravvivere ai postumi della catastrofe. Sulla base delle mie conoscenze acquisite dai futurologi, ho dei grandi dubbi che ciò si verifichi. Ci sarebbe molto altro da aggiungere, ma lascio perdere.
Commento di Pietro Perrino — 3 maggio 2011 @ 11:28
Ciao Pietro e grazie dell’intervento. Il problema che sollevi è valido, i semi servono – serviranno, anzi – se saranno conservati terreni.
Ti segnalo il mio articolo sulla banca sotterranea dei semi.
Commento di Orso polare — 3 maggio 2011 @ 11:36
Nel mio commento non ho detto che i semi non servono. Ci mancherebbe altro. Il mio commento è sulla necessità della banca a Svalbard ed ho espresso i mie sinceri dubbi.
Commento di Pietro Perrino — 3 maggio 2011 @ 12:20
Forse dipende dal clima delle Svalbard e dal fatto che è un luogo abbastanza difficile da raggiungere, ma soprattutto è un luogo in cui l’attività umana è molto limitata, quindi con rischi molto ridotti.
Commento di Orso polare — 3 maggio 2011 @ 12:38