Escrementi dell’orso polare aiutano la caccia ai supermicrobi
Batteri come lo staffilococco aureo resistente alla meticillina sono un crescente problema negli ospedali e i ricercatori sono ansiosi di capire come si evolvono.
I ricercatori norvegesi dicono di aver trovato un piccolo segno di questi microbi nelle feci degli orsi polari nel remoto Artico, che suggerisce che la diffusione di geni resistenti visti negli escrementi di altri animali potrebbe essere causata dall’influenza umana.
In contrasto coi risultati dagli orsi polari dell’arcipelago delle Svalbard, la resistenza all’antibiotico è stata scoperta in un gruppo di animali che include daini, volpi, maiali, cani e gatti che vivono vicino agli umani.
Trine Glad della Università di Tromso disse che la ricerca della sua squadra, pubblicata giovedì nella rivista BMC Microbiology, fu un’importante prova nella discussione se la resistenza avviene naturalmente o è causata dal contatto con gli antibiotici umani.
La crescita dei supermicrobi sta spingendo alcune aziende farmaceutiche a guardare ancora agli antibiotici, un campo che è stato trascurato negli anni recenti. Sia AstraZeneca che Sanofi-Aventis hanno firmato una nuova collaborazione sulla ricerca antibiotica questa settimana.
Libera traduzione da Polar bear poo helps in superbug hunt.
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