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Da Oslo a Longyearbyen

12 luglio: volo Oslo-Longyearbyen, le Svalbard si avvicinano

Partenza da Oslo per raggiungere Longyearbyen, città principale delle Svalbard. Scalo alla città di Tromso: il Circolo Polare Artico è superato.

Prendiamo l’aereo per Longyearbyen, in cui atterriamo alle 14,30 circa. In aereo vedo parecchie famiglie, anche con bambini piccoli.

L’aria condizionata dell’aereo mi procura subito una leggera colica. L’aeroporto di Longyearbyen è piccolo, silenzioso e ordinato. Prendiamo i bagagli e cerchiamo la navetta che ci porta alla Spitsbergen Guesthouse, dove alloggiamo.

Il bus è proprio fuori l’aeroporto. Chiedo all’autista se è il mezzo giusto per la guesthouse. Sì, è quello. Carichiamo i bagagli e prendiamo posto. La navetta è piena, così ci tocca stare in piedi. L’autista ci chiede di scendere, per fare i biglietti a chi sta seduto, poi, uno per volta, risaliamo per fare il biglietto anche noi.

La guest house è un piccolo edificio in legno che funge da amministrazione e reception, con le camere dislocate in altri edifici attigui, situata nella zona della città chiamata Nybyen, alla vei 100 (strada 100).

Riusciamo a farci capire e ad ottenere le nostre camere. Nella guesthouse si entra senza scarpe, così come in altre parti di Longyearbyen, come i musei. Il tempo di sistemare le valigie e si esce, diretti al centro della cittadina, che dista poco più di venti minuti.

Un breve giro per i negozi, l’acquisto di alcune cartoline e di un sacchetto di mandorle per le escursioni alla coop e poi la visita alla miniera. Tornando ci si ferma a un pub per cenare, il Kroa, caratteristico e rustico, un ambiente caldo dove si mangia e si beve bene.

Ordino un panino col pollo e un tè caldo per la mia colica. Dopo aver mangiato e bevuto un altro tè, paghiamo e facciamo ritorno alla guest house.

Il nostro primo giorno a Longyearbyen si sta concludendo. Il sole, sempre alto nel cielo, non mi darà tregua per tutta la “notte”, svegliandomi per almeno 5 volte, presenza fissa e luminosa nel cielo artico.

E termina così, con una notte identica al giorno, la seconda tappa del viaggio. L’indomani ha finalmente inizio la spedizione, con l’incontro delle guide.

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