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Il vento artico ti ha portato su Home » animali avvistatiOrso polare - Svalbard – Spedizione polare nell’artico

Orso polare

L’orso bianco del Mar Glaciale Artico

L’orso polare (Ursus maritimus) ha un grande areale di distribuzione. La sua pelle è nera per attirare i raggi del sole, ma il pelo è biancastro. Può percorrere 100 metri in due secondi, è bene quindi stargli alla larga. Ma non può correre per molto, l’orso polare non può sudare.

E’ il simbolo delle Svalbard: in queste isole ogni cosa e ogni discussione riconduce all’orso polare (polar bear). E’ un animale protetto.

Svalbard: territorio dell’orso polare

Le Svalbard sono il territorio dell’orso. E’ il suo mondo e il suo terreno di caccia. Le spiagge, le colline, il mare: è là che si muove in cerca di cibo.

Durante un viaggio alle Svalbard è possibile avvistare l’orso polare: a noi è capitato tre volte, di cui due dalla nave, anche se dal ponte in cui stavo io non fu possibile vederlo la seconda volta.

Cammina lentamente, annusa in terra, si tuffa in acqua, si sdraia sulla neve a riposare. Quando lo avvistammo alla fine del primo campo non ci degnò della sua attenzione. Sicuramente ci aveva visto da prima, aveva sentito il nostro odore, ma quel giorno non rientravamo nei suoi interessi.

Avvistamento dell’orso

L’avvistamento dell’orso presenta due aspetti: da una parte c’è la curiosità e l’aspettativa di poter avvistare un animale selvaggio nel suo regno, dall’altra c’è il dovere di stare all’erta ed adottare le misure di difesa necessarie.

Durante gli sbarchi a terra e durante le escursioni ai campi le guide hanno con sé un fucile. Ovviamente serve soltanto in caso di emergenza. Per spaventarlo hanno anche delle penne esplosive a corta gittata.

Per poter avvistare l’orso bisogna avere un buon binocolo ed un buon obiettivo per poterlo fotografare, visto che non è possibile avvicinarsi.

Anche per il bear watching ai campi avevamo binocoli.

Durante gli sbarchi e il trekking abbiamo visto varie tracce dell’orso sul terreno: impronte lasciate sulla terra morbida e umida, che segnano il passaggio del re delle Svalbard.

Il pericolo dell’orso

C’è davvero pericolo che l’orso attacchi? In base alle statistiche l’ultimo attacco è avvenuto nel 1995. In base a quello che ho vissuto in prima persona, no.

Questo non significa che non possa attaccare o non costituire pericolo: le Svalbard sono il suo territorio, dove vive, si nutre e mette su famiglia. Il pericolo dell’orso deve essere visto come un normale pericolo quando si entra in casa di un animale selvaggio che non teme l’uomo. E’ come andare in Africa e chiedere se c’è pericolo che un leone attacchi.

Ho visto come le guide organizzano gli sbarchi e i campi e le escursioni. Ogni cosa è pianificata. Durante gli sbarchi i turisti sono in piccoli gruppi: mentre una guida parla loro, altre guide controllano la zona.

Durante le escursioni siamo pochi e le guide ci precedono e chiudono la fila, controllando il territorio. Al campo la notte si può dormire tranquillamente, perché due persone montano la guardia a turno, dalle 23 alle 8 di mattina.

Non è permesso uscire dal perimetro del campo e andarsene da soli in giro.

Se c’è un pericolo, è soltanto quello che un orso possa avvicinarsi, come è successo alla fine del nostro primo campo. Ma le guide lo hanno avvistato subito e si sono preparate alla situazione.

Orso polare e turisti possono convivere alle Svalbard: per questi ultimi è necessario solo seguire ciò che gli viene detto. E l’orso polare, animale protetto, può continuare a vivere i suoi giorni indisturbato, magari incuriosito da quelle tante piccole figure raggruppate a scattare fotografie.

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1 commento »
  1. […] inglese è stato ucciso e altri quattro feriti gravemente in seguito all’attacco di un orso polare nell’arcipelago artico delle Svalbard, venerdì scorso. I turisti sono stati trasportati […]

    Pingback di Orso polare uccide un turista alle Svalbard — 10 agosto 2011 @ 10:31

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