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Consigli per il trekking

Dall’escursionismo al camping nell’artico

In base alla mia piccola esperienza di trekking e camping alle Svalbard voglio offrire qualche consiglio a chiunque voglia intraprendere questo viaggio.

Se la vostra agenzia di viaggi funziona a dovere, dovrebbe inviarvi una lista di cose da portare, di cui comunque parlo nella pagina dedicata all’equipaggiamento per il trekking alle Svalbard.

Qui di seguito alcuni consigli sulla vita da campo e sulle attività che abbiamo svolto.

Allenamento

Premetto che non ero allenato, ma sono sempre stato un buon camminatore. Ho fatto decine di escursioni in montagna e in grotta, quindi non ho risentito delle lunghe camminate. Ovviamente la fatica c’è stata, i piedi alla fine del secondo campo cominciavano a far male, ma credo di poterlo imputare alle cattive scarpe da trekking che avevo.

Se pensate di fare trekking per la prima volta alle Svalbard, allora forse è meglio ripensarci. Si cammina per almeno 7 ore al giorno e per tre o quattro giorni consecutivi. Si cammina su terreno di montagna, non esistono sentieri. Si cammina sulla neve e sul ghiaccio, si guadano fiumi e ruscelli, si procede su pendii scoscesi fatti di rocce frammentate.

Bagaglio

Non portate valigie rigide se partite per un trekking alle Svalbard. Usate zaini o borsoni, sono più comodi, più usabili, più adattabili al contenuto, più resistenti anche. Ho spiegato nella pagina dedicata alle considerazioni sul viaggio alle Svalbard perché è sbagliato portare valigie rigide.

Spirito d’adattamento

Se si va nell’artico lo spirito d’adattamento non deve certo mancare. Ma è lo stesso spirito che ci spinge ad andare in montagna: la natura stessa richiede di adattarsi ad essa.

Non è la natura che deve essere adattata ai bisogni dell’uomo, ma è l’uomo che deve assecondare la natura, cercando il giusto equilibrio per poterci convivere.

Durante le escursioni si procede raggruppati, non isolati: il pericolo dell’orso è sempre presente. Bisogna ascoltare le guide, persone veramente preparate. Non si può girovagare da soli come se fossimo in Italia.

Le Svalbard offrono tutto questo: un’ottima possibilità per testare il proprio spirito d’adattamento.

Predisposizione alla vita da campo

Ho esperienza di vita da campo (scoutismo, militare, speleologia, viaggio in Islanda), per me quindi non è stato un problema dormire in tenda, nel sacco a pelo (che ho scoperto che fa bene alla mia schiena…).

Bisogna adattarsi alla scarsità dei servizi igienici, a lavarsi l’indispensabile, a stare all’aperto per quasi tutto il giorno.

Non solo. In un campo nessuno sta, né può stare, con le mani in mano. Ci si aiuta a vicenda, si partecipa alla vita da campo, si svolgono i propri compiti. Un campo è come una piccola società democratica: per poter funzionare ha bisogno dell’apporto di ognuno.

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